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martedì 1 settembre 2026

Diario di viaggio: Un pomeriggio al Santuario della Mentorella: un abbraccio di roccia e silenzio

C’è un silenzio, lassù alla Mentorella, che non è vuoto. È pieno di qualcosa che fatico a spiegare a parole, ma che ho sentito addosso sin dalla prima volta che sono salita tra quelle rocce.

Il Santurio della Mentorella e' un posto speciale per me, ci vivono persone a me care, che mi hanno accolto quando ne avevo piu' bisogno....

Ieri, ricorreva l'anniversario della Madonna delle Grazie e cosi dopo aver festeggiato a pranzo il compleanno di Eleonora, sono partita con un’amica verso i Monti Prenestini, con la voglia di regalarmi un pomeriggio diverso e partecipare agli eventi organizzati per l'occasione. 

 Ecco, il Santuario della Mentorella è esattamente questo: un respiro.

Ci si arriva salendo, e la salita stessa è già parte del racconto — la strada si stringe, il verde si infittisce, e quando finalmente il santuario appare, incastonato nella roccia a più di mille metri, capisci perché per secoli sia stato un luogo di rifugio e di preghiera.

Quello che mi ha colpita di più è stato lo stretto passaggio tra le rocce, dove la pietra si apre appena quanto basta per lasciarti passare. Lì, incorniciata nella parete, una piccola immagine sacra osserva chi attraversa quel varco stretto — come a dire che certi passaggi, nella vita, vanno fatti così: con umiltà, un po’ di fatica, e la fiducia che dall’altra parte ci sia luce.



E poi il campanile, con le sue campane sospese sul verde infinito dei Prenestini. Su una delle colonne, una scritta antica invita a non “far da campanaro se il cuor tuo non batte da cristiano” — parole semplici, ma che restano.



Da lassù la vista si perde tra i boschi, e per un momento il tempo sembra essersi fermato a un secolo diverso dal nostro.

 Come dicevo, ieri coincideva con la festa della Madonna delle Grazie, la cui preghiera è custodita proprio nell’immagine incorniciata tra le rocce: poche righe che chiedono alla Vergine di vegliare su chi sale fin lassù, e di far scendere il pellegrino con la pace nel cuore. La messa è stata celebrata sul sagrato, e lì è successo qualcosa che non dimenticherò: un venticello che non sentivo da mesi, complice l’afa di questa estate, e due gocce d’acqua che sono bastate a farmi sentire — davvero — una presenza più grande. Ad accompagnare tutto, la musica di un gruppo romano, che ha reso il momento ancora più intenso. E per finire, la cena del pellegrino: semplice, essenziale, ma capace di valere più di qualsiasi ristorante stellato.

Sono uscita da quel luogo con una sensazione di leggerezza che non provavo da tempo. A volte basta davvero poco — una giornata di sole, una persona cara accanto, e un posto che sa di silenzio autentico — per ricaricare l’anima.

Se vi capita di passare dalle parti dei Monti Prenestini, fermatevi alla Mentorella. Non ve ne pentirete.

Una parte del mio cuore e' li.

con grande affetto 






Informazioni utili per chi volesse visitarlo:

Orario Sante Messe — feriale: 16.00 (1° sabato del mese: 17.00); festivo: 10.00, 11.00, 12.30, 17.00

Tel./fax: +39 069547189

Sito: www.santuariodellamentorella.jimdo.com

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