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sabato 12 settembre 2026

Ultimo giorno d’estate (quasi)

C’è un giorno, ogni anno, che segna il confine tra l’estate che è stata e quella che sta per finire. Per me quest’anno è arrivato in un momento un po’ strano: il primo giorno delle mie ferie coincideva proprio con l’ultimo giorno di apertura della piscina estiva.

Dovrei essere solo felice — le ferie sono iniziate, finalmente! — e invece un pezzetto di cuore è rimasto lì, tra le corsie blu e l’acqua che quel giorno sembrava ancora più bella del solito, come se lo sapesse anche lei. E' sempre brutto rientrare al chiuso a fare lezione quanto fuori le temperature sono ancora alte, ma purtroppo non possiamo opporci alle decisioni della Direzione 😃😃😃



L’estate che chiude un capitolo, mentre io ne apro un altro. Un equilibrio strano, agrodolce: le cose che finiscono ci lasciano sempre un po’ più piene, anche quando dispiace vederle andare.


Ma non tutto era malinconia, anzi. Quella giornata l’ho passata con la mia amica Louisiana, e come sempre quando siamo insieme le carte non potevano mancare. Solo che stavolta le ho portate con me in una versione tutta nuova: la mia “Burrachina”, la tovaglia-organizer da Burraco che ho cucito con le mie mani, nella sua versione lettino da due posti.



Tasca per tasca, l’ho pensata per chi come me non riesce a stare senza un mazzo tra le dita nemmeno in vacanza. E il bello è che, anche con il vento in piscina, o al mare, le carte non volano via — un dettaglio pratico a cui tengo particolarmente, perché le cose fatte a mano devono anche funzionare, non solo essere belle.


Tra una combinazione e l’altra, tra un asso pescato al momento giusto e il punteggio che saliva sul taccuino, quella giornata agrodolce si è riempita di leggerezza. Perché forse è proprio questo il segreto: lasciare che le cose che finiscono e quelle che iniziano si tengano compagnia, senza fretta di scegliere quale prevale.


Oggi mi resta la nostalgia di un’estate che sta chiudendo, la voglia di quello che viene con le ferie, e il sorriso di una partita a carte fatta con le mie mani. 

Arrivederci piscina, all’anno prossimo. 💛 e per voi tanti

Baciotti





venerdì 4 settembre 2026

Muffin alla banana deliziosi: banane troppo mature salvate!



Il bello di questa ricetta è che le banane troppo mature sono in realtà perfette per dolci come questo: più sono macchiate, più sono dolci e profumate, e danno all’impasto quella umidità che li rende sofficissimi.


Li ho preparati senza Bimby, perche' non lo avevo con me, versati nei pirottini ancora liquidi e coperti di cioccolato tritato grossolanamente, poi in forno fino a quando la superficie non si è aperta in quelle crepe dorate che adoro.

Ingredienti (per circa 10 muffin)

2 banane mature

300 g farina 00

8 g lievito per dolci

160 g latte

2 uova

60 g burro

150 g zucchero

1 cucchiaino di succo di lime (o limone)

qualche goccia di estratto di banana (la mia variante)

cioccolato fondente a scaglie q.b. per la superficie

cacao dolce per la spolverata finale

Procedimento

1. Sbucciare le banane e schiacciarle con una forchetta, unendo subito il succo di lime per non farle annerire

2. Sciogliere il burro (bagnomaria o microonde) e farlo intiepidire

3. In una ciotola mescolare la farina con il lievito, poi unire le banane schiacciate, il burro intiepidito, il latte e qualche goccia di estratto di banana per intensificare l’aroma

4. Aggiungere lo zucchero e le uova, amalgamando con una spatola fino a ottenere un composto liscio e omogeneo

5. Versare l’impasto nei pirottini riempiendoli per due terzi, coprire ciascuno con abbondanti scaglie di cioccolato fondente

6. Cuocere in forno ventilato già caldo a 180° per 25-30 minuti

7. Una volta sfornati e ancora tiepidi, spolverare la superficie con un velo di cacao dolce







Il risultato? Guardate che mollica — soffice, umida al punto giusto, con quel profumo di banana intensificato dall’estratto che riempie tutta la cucina, e il contrasto tra il cioccolato fondente e il cacao che li rende ancora più golosi. 

Voi invece, cosa fate con le banane troppo mature? Ditemelo nei commenti 💚

Vi abbraccio 





Bimby So Easy 💚

mercoledì 2 settembre 2026

E il portachiavi mongolfiera vola tra le braccia di… 🎈

Il momento è arrivato! 




Questa mattina, con sistema random ho estratto il nome di chi porterà a casa il portachiavi mongolfiera realizzato a mano.



Grazie di cuore a tutte le persone che hanno partecipato lasciando un commento pieno di affetto: Pietrina, Paola A., Fiorella, Padre Ottavio, Paola R., Louisiana, Antonella. Ogni parola che avete scritto mi ha emozionata.


E la vincitrice è… Paola A. 🎉


Sono inoltre super orgogliosa per aver raggiunto questo mattina, le oltre 513.000 visite; questo mi dà il giusto entusiasmo per continuare! 


Grazie ancora a tutti per aver festeggiato questo traguardo con me! ❤️



Baciotti


martedì 1 settembre 2026

Diario di viaggio: Un pomeriggio al Santuario della Mentorella: un abbraccio di roccia e silenzio

C’è un silenzio, lassù alla Mentorella, che non è vuoto. È pieno di qualcosa che fatico a spiegare a parole, ma che ho sentito addosso sin dalla prima volta che sono salita tra quelle rocce.

Il Santurio della Mentorella e' un posto speciale per me, ci vivono persone a me care, che mi hanno accolto quando ne avevo piu' bisogno....

Ieri, ricorreva l'anniversario della Madonna delle Grazie e cosi dopo aver festeggiato a pranzo il compleanno di Eleonora, sono partita con un’amica verso i Monti Prenestini, con la voglia di regalarmi un pomeriggio diverso e partecipare agli eventi organizzati per l'occasione. 

 Ecco, il Santuario della Mentorella è esattamente questo: un respiro.

Ci si arriva salendo, e la salita stessa è già parte del racconto — la strada si stringe, il verde si infittisce, e quando finalmente il santuario appare, incastonato nella roccia a più di mille metri, capisci perché per secoli sia stato un luogo di rifugio e di preghiera.

Quello che mi ha colpita di più è stato lo stretto passaggio tra le rocce, dove la pietra si apre appena quanto basta per lasciarti passare. Lì, incorniciata nella parete, una piccola immagine sacra osserva chi attraversa quel varco stretto — come a dire che certi passaggi, nella vita, vanno fatti così: con umiltà, un po’ di fatica, e la fiducia che dall’altra parte ci sia luce.



E poi il campanile, con le sue campane sospese sul verde infinito dei Prenestini. Su una delle colonne, una scritta antica invita a non “far da campanaro se il cuor tuo non batte da cristiano” — parole semplici, ma che restano.



Da lassù la vista si perde tra i boschi, e per un momento il tempo sembra essersi fermato a un secolo diverso dal nostro.

 Come dicevo, ieri coincideva con la festa della Madonna delle Grazie, la cui preghiera è custodita proprio nell’immagine incorniciata tra le rocce: poche righe che chiedono alla Vergine di vegliare su chi sale fin lassù, e di far scendere il pellegrino con la pace nel cuore. La messa è stata celebrata sul sagrato, e lì è successo qualcosa che non dimenticherò: un venticello che non sentivo da mesi, complice l’afa di questa estate, e due gocce d’acqua che sono bastate a farmi sentire — davvero — una presenza più grande. Ad accompagnare tutto, la musica di un gruppo romano, che ha reso il momento ancora più intenso. E per finire, la cena del pellegrino: semplice, essenziale, ma capace di valere più di qualsiasi ristorante stellato.

Sono uscita da quel luogo con una sensazione di leggerezza che non provavo da tempo. A volte basta davvero poco — una giornata di sole, una persona cara accanto, e un posto che sa di silenzio autentico — per ricaricare l’anima.

Se vi capita di passare dalle parti dei Monti Prenestini, fermatevi alla Mentorella. Non ve ne pentirete.

Una parte del mio cuore e' li.

con grande affetto 






Informazioni utili per chi volesse visitarlo:

Orario Sante Messe — feriale: 16.00 (1° sabato del mese: 17.00); festivo: 10.00, 11.00, 12.30, 17.00

Tel./fax: +39 069547189

Sito: www.santuariodellamentorella.jimdo.com

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